Maniago (sabato, 29 marzo 2025) – Si allarga l’inchiesta sulla tragica morte di Daniel Tafa, il giovane operaio di 22 anni deceduto nella notte del 25 marzo nello stabilimento Stm di Maniago. La Procura di Pordenone ha iscritto un quinto nome nel registro degli indagati, portando a cinque il numero delle persone coinvolte nell’indagine volta a chiarire le dinamiche del drammatico incidente sul lavoro.
di Monia Settimi
La nuova persona sotto inchiesta è il responsabile della prevenzione infortuni dell’azienda, residente a Sequals (Pordenone). Insieme a lui, risultano già indagati il proprietario dell’azienda, un imprenditore torinese, il responsabile della sicurezza e direttore dello stabilimento, un perito di Concordia Sagittaria che ha certificato le attrezzature della fabbrica, e un tecnico di Vicenza incaricato di verificarne il corretto funzionamento.
La tragedia si è consumata in pochi istanti: una scheggia metallica ha colpito mortalmente Daniel Tafa durante il turno di notte. I soccorsi sono arrivati rapidamente, ma per il giovane non c’è stato nulla da fare. La sua morte ha sollevato interrogativi sulla sicurezza sul lavoro e sulle misure adottate all’interno della fabbrica.
L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto, utile a garantire le tutele legali in vista dell’autopsia, programmata per martedì 1 aprile. L’accusa per tutti gli indagati è omicidio colposo.
L’intera comunità è sotto shock e attende risposte. La speranza è che questa indagine possa fare luce sulle responsabilità e prevenire tragedie simili in futuro.
Last modified: Marzo 29, 2025