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Dazi USA, il PD lancia l’allarme: “Agricoltura del Pordenonese sotto tiro, serve una risposta immediata”

Pordenone (sabato, 5 aprile 2025) – Il vento protezionista che arriva dagli Stati Uniti rischia di travolgere uno dei pilastri dell’economia friulana: l’agricoltura. I nuovi dazi imposti dall’amministrazione americana sulle importazioni italiane, saliti al 20%, stanno già facendo sentire il loro effetto a catena lungo tutta la filiera produttiva, e il Pordenonese si prepara al colpo.

di Monia Settimi

A suonare il campanello d’allarme è Valentina Francescon, responsabile regionale Lavoro del Partito Democratico, che chiede un intervento urgente alla Giunta Fedriga. “Bisogna tutelare il comparto agroalimentare, in particolare vivaisti e viticoltori, già in difficoltà a causa delle condizioni climatiche e del precariato. Serve un confronto immediato con i produttori per pianificare una strategia difensiva e rispondere all’impatto di queste nuove misure.”

Nel frattempo, gli effetti delle politiche commerciali americane iniziano a farsi sentire anche sui mercati: le borse hanno chiuso in rosso, Piazza Affari ha perso il 6,5% e Wall Street, dall’insediamento di Trump a oggi, ha bruciato circa 9.600 miliardi di dollari. Le ricadute sull’Italia potrebbero essere pesanti. Secondo il Centro studi di Unimpresa, l’aumento dei prezzi causato dai dazi potrebbe far crescere l’inflazione tra lo 0,3% e lo 0,5% annuo, con una stangata tra i 2,5 e i 4,2 miliardi di euro in più sulle spese delle famiglie italiane.

Sul fronte export, le previsioni sono tutt’altro che rosee. L’Italia ha esportato beni per un valore di 68 miliardi di euro verso gli Stati Uniti, ma si rischia un crollo tra i 5,6 e gli 8 miliardi nel 2025, con un calo del Pil nazionale stimato tra lo 0,28% e lo 0,4%. A farne le spese saranno soprattutto le piccole e medie imprese, che potrebbero perdere fino al 70% dell’export, trovandosi senza risorse per reggere l’urto o riorganizzarsi.

Nel Pordenonese, l’apprensione è concreta. “I 4,5 milioni appena stanziati con il Programma Valore Agricoltura sono solo un punto di partenza – aggiunge Francescon –. Ora servono interventi straordinari, risorse aggiuntive e una pianificazione attenta per evitare che questo territorio venga travolto.”

Il tempo stringe. Senza una risposta rapida, il rischio è che a pagare il prezzo più alto siano proprio i settori più fragili ma strategici per l’identità e l’economia del Friuli Venezia Giulia.

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Last modified: Aprile 5, 2025
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