PORCIA (giovedì, 6 marzo 2025) – Una serata come tante, un incontro casuale in un locale di Porcia e un gesto di fiducia finito nel peggiore dei modi. Era il febbraio del 2020 quando una giovane del posto, poco più che ventenne, ha vissuto una notte da incubo per mano di un uomo conosciuto appena qualche ora prima. Ora, a distanza di quattro anni, giustizia è stata fatta: il trentunenne di origini congolesi sconterà sei anni di reclusione.
di Monia Settimi
L’incubo è iniziato con una richiesta apparentemente innocua. Dopo aver trascorso del tempo insieme tra sorrisi e chiacchiere, l’uomo ha chiesto alla ragazza un passaggio a casa. Lei ha accettato senza esitazioni, ignara di ciò che sarebbe accaduto. Durante il tragitto, l’aggressore ha inscenato un malore per indurla a fermarsi in una zona appartata. Appena la giovane si è avvicinata per soccorrerlo, lui l’ha afferrata con violenza, trascinandola in un’area isolata, dove ha abusato di lei.
Ma l’orrore non si è fermato lì. Quando finalmente si sono diretti verso l’auto, l’uomo ha ripetuto la violenza, tenendola sotto scacco fino all’alba. Solo dopo aver ottenuto una falsa promessa di silenzio, la ragazza è riuscita a liberarsi. Ma il suo coraggio ha avuto il sopravvento: appena rientrata a casa, si è recata dai carabinieri per denunciare quanto accaduto.
Le indagini, condotte con rapidità ed efficacia, hanno portato all’arresto dell’aggressore, che nel 2022 era stato condannato a otto anni di carcere. Ora, dopo gli ultimi sviluppi giudiziari, la pena definitiva è stata fissata a sei anni. Ieri sera, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Pordenone, con il supporto dei colleghi di Sacile, hanno eseguito l’ordine di carcerazione, conducendo l’uomo al penitenziario di Pordenone, dove sconterà la sua condanna.
Una storia di violenza e dolore, ma anche di coraggio e giustizia, che ribadisce l’importanza di denunciare e di non restare in silenzio di fronte alla violenza.
Last modified: Marzo 6, 2025