Pordenone (mercoledì, 26 marzo 2025) – Le dichiarazioni dell’ex sindaco di Pordenone, Alessandro Ciriani, hanno scatenato un’ondata di polemiche in città. Durante un evento elettorale, l’attuale eurodeputato ha rivolto parole dure contro coloro che hanno contestato la riqualificazione dell’ex fiera, un progetto che ha diviso l’opinione pubblica soprattutto per la rimozione degli storici tigli piantati negli anni ’30.
di Monia Settimi
«Il giorno dell’inaugurazione, per coerenza, dirò una cosa: nome e cognome di chi ha protestato, raccolto firme, eccetera. I figli, i nipoti e lui stesso non dovranno metterci piede lì dentro», ha affermato Ciriani, lanciando un messaggio che ha subito acceso il dibattito politico.
Non si sono fatte attendere le reazioni, con il Partito Democratico in prima linea nella condanna. «Le parole di Ciriani sono scioccanti e mostrano il volto peggiore di una politica che divide la comunità anziché unirla. Chiediamo al candidato del centrodestra, Alessandro Basso, se condivide questa visione di ‘lista di proscrizione’ tra amici e nemici», hanno dichiarato il segretario cittadino del PD Alessandro Genovesi e il segretario provinciale Fausto Tomasello.
«La contrarietà a questo progetto è stata trasversale, coinvolgendo cittadini di ogni colore politico, mai realmente ascoltati. Ora, oltre all’arroganza, arrivano anche le minacce», hanno aggiunto. Tomasello ha poi rincarato la dose: «Si tratta di affermazioni gravi, che rivelano una visione intollerante e autoritaria. Colpire perfino i bambini per le idee dei loro genitori è un atto inaccettabile. Ciriani si renda conto della gravità delle sue parole e chieda scusa».
Il caso ha rapidamente infiammato il dibattito cittadino, con molti che si chiedono se dichiarazioni simili siano compatibili con una politica inclusiva e rispettosa del dissenso. Resta da vedere se Ciriani deciderà di rivedere le sue parole o se questa polemica inciderà sulle prossime dinamiche politiche della città.
Last modified: Marzo 26, 2025